Ipotesi abolizione ATO acqua e rifiuti, anche le aziende di servizi contrarie
Dopo l'allarme lanciato dal presidente dell'Autorità d'Ambito di Piacenza Roberto Reggi, a fronte dell'approvazione in commissione parlamentare a Roma di un emendamento al decreto legge 2/2010 "Interventi urgenti concernenti Enti Locali e Regioni" che prevede la soppressione delle ATO entro un anno, anche le aziende che hanno in gestione i servizi locali di acqua e rifiuti intervengono per dire no all'ipotesi.
Il commento è affidato ad Adolfo Spaziani, direttore di Federutility, l'associazione che a livello nazionale rappresenta tutte le aziende di servizi pubblici locali.
"Dopo aver approvato con il decreto Ronchi – afferma - una riforma dei servizi pubblici locali destinata ad incidere profondamente nella riorganizzazione dei settori ambientali, desta sorpresa l'approvazione di una norma tesa a sopprimere in tempi brevi gli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) di acqua e rifiuti. A questi organismi, al di là di eventuali problemi generati in alcuni casi, sono stati demandati compiti di organizzazione, di pianificazione e di regolazione delle tariffe e degli investimenti. Compiti di garanzia degli interessi dei cittadini e degli enti locali che negli ATO sono rappresentati. Non è pensabile che vengano abrogate proprio adesso, senza chiarire come dovrebbero essere, in alternativa, governati i settori dell'acqua e dei rifiuti".
"Non è pensabile - conclude Spaziani - all'avvio delle liberalizzazioni nei servizi pubblici locali, si decida di abrogare le ATO proprio adesso, senza un tempestivo chiarimento sulla governance del settore. Sarebbe opportuno invece regolare tutto attraverso una Authority indipendente, altrimenti ogni proposito di apertura ai mercati e di incentivo agli investimenti nell'acqua e nei rifiuti diventerebbe pura fantasia. Senza la necessaria correzione di rotta, si complicherà anche il percorso faticosamente avviato nel gas".
Il testo del decreto, dopo la Commissione referente, passerà in aula alla Camera e successivamente - dopo eventuali modifiche o stralci - al Senato.