Tassa rifiuti, Roma bocciata dall'Unione commercianti
Il presidente Parietti deplora la mancata soluzione del nodo dell'Iva
Delusione e preoccupazione ha espresso "a caldo" il presidente dell'Unione Commercianti, Alfredo Parietti, alla notizia del ritorno a tassa del servizio smaltimento rifiuti.
«E' incomprensibile - afferma Parietti in una nota - che a un anno dalla sentenza n. 238/09 della Corte Costituzionale (ha stabilito che la tariffa d'igiene ambientale è un tributo e come tale deve essere applicata), non si è trovato il tempo o, meglio, credo la volontà di porre rimedio e trovare nuove soluzioni».
«Oggi, quindi, assistiamo - continua il presidente - a una rivoluzione nel sistema di pagamento del servizio di smaltimento dei rifiuti che trasformato in tassa comporta un aumento degli importi da pagare a carico delle imprese e, nello specifico, dei commercianti che non potranno scaricare l'Iva al 10%».
«Mi preme ricordare - prosegue Parietti - che nei mesi passati l'Unione Commercianti si era attivata, coordinando anche le altre associazioni di categoria, per sensibilizzare su questo problema il governo, i parlamentari piacentini e i presidenti nazionali di categoria, sottoscrivendo un documento comune finalizzato a mantenere la tariffa d'igiene ambientale. Purtroppo a quanto pare non siamo riuscito nel nostro intento».
«Ci auguriamo - conclude il presidente - che si possa mettere un po' di ordine in questa materia e si possa passare a un sistema di pagamento del servizio di igiene ambientale tarato sulla reale quantità di rifiuto prodotto e non su di un calcolo focalizzato sulle superfici occupate, ma soprattutto, che si possano attivare nuove tecnologie e nuovi metodi di raccolta dei rifiuti che abbassino i costi, specialmente in questo particolare momento economico che le imprese stanno attraversando».
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