Rassegna stampa di venerdì 12 Giugno 2009

Incendio a Enìa, scatta l'allarme diossina

LIBERTA' di venerdì 12 giugno 2009


Incendio a Enìa, scatta l'allarme diossina
Brucia un capannone che conteneva anche plastica. Si alza una nube nera, Arpa chiede agli abitanti delle zone circostanti di allontanarsi o chiudersi in casa. Fumo visibile a molti chilometri di distanza


Un'enorme nube di fumo nero si è alzata nella tardo pomeriggio di ieri sulla zona orientale della città. Dall'aerea di Enìa, in strada Borgoforte, si è allungata per chilometri e chilometri nella direzione in cui soffiava il vento: ossia nord - est, avvolgendo l'hinterland orientale di Piacenza: Il Capitolo, Mortizza, Gerbido.
Questo perché intorno alle 19 era improvvisamente scoppiato un incendio nel capannone dei materiali assimilabili di Enìa a Borgoforte. A quell'ora stavano bruciando tonnellate di legno, plastica, metalli e cartoni. Scarti industriali composti da metalli bancali in legno o legni lavorati, imballaggi e imballaggi in plastica. L'allarme e la paura soprattutto per l'eventuale presenza di diossina fra le frazioni avvolte dal fumo è stata molta. I danni sono stati tutto sommato modesti, viste anche le dimensioni dell'incendio e il volume dei rifiuti interessati dal rogo. Si parlava di qualche decina di migliaia di euro. Del resto quei materiali finiti in fumo sarebbero stati destinati all'inceneritore, ma ovviamente con un procedimento di eliminazione ben differente da quello andato in scena ieri.
Fortunatamente non vi sono stati feriti e non vi sono stati intossicati. Le cause dell'incendio sono state attribuite per ora ad autocombustione. Il caldo e il vento hanno completato l'opera. L'area interessata dall'incendio era un capannone senza pareti di circa 400 metri quadrati, un capannone dotato solo di tetto e senza parenti, di conseguenza l'incendio non è rimasto compresso.
"I primi ad accorgersi di quanto stava accadendo sono stati gli operai di Tecnoborgo", ha spiegato Selina Xerra, addetta stampa di Enia. "Hanno provato a fermare l'incendio con gli estintori ma non c'è stato nulla da fare abbiamo dovuto chiamare i vigili del fuoco". Sono arrivate quattro squadre di pompieri con diverse autobotti: due squadre provenienti da Piacenza, una da Parma e l'altra da Cremona. I pompieri hanno domato rapidamente l'incendio ma è stato poi necessario disfare la massa dei rifiuti per evitare che nuovi focolai riprendessero vigore. Il fumo nero ed intenso ha continuato ad alzarsi e a diffondersi. Di fronte al pericolo diossina, Arpa ha chiesto agli abitanti del Capitolo, Gerbido e Mortizza di allontanarsi o di chiudersi bene in casa. Intorno alle 22 anche il fumo aveva cessato di alzarsi, le squadre di vigili del fuoco sono però rimaste ancora a Borgoforte per ore.
"Intorno alle 7 avevo lasciato il capannone con sotto i rifiuti e tutto era sembrato normale" ci ha riferito ieri Anselmo Baistrocchi, responsabile degli impianti di Enia. "Ero sul cavalcavia quando dell'autostrada hanno telefonato gli operai, avevano visto l'incendio da una telecamera. Sono tornato indietro, abbiamo salvato il trituratore, la macchina che trita i rifiuti e che è molto costosa, poi con gli estintori abbiamo tentato di fermare le fiamme ma erano troppo forti e ci sono voluti i vigili del fuoco".
Sul posto sono accorsi autoambulanze del 118, i responsabili dell'Arpa Vittorino Francani e Sandro Fabbri, le volanti di polizia e gazzella dei carabinieri che hanno interrotto al traffico la strada che porta a Borgoforte.
Gli investigatori della Digos e della squadra mobile si stanno occupando delle indagini relative all'incendio.
Sul posto ieri c'era anche il vicepresidente di Enia, Marco Elefanti il quale ci ha detto: "L'importante è che non vi sono stati feriti o intossicati. I nostri dipendenti sono anche riusciti a salvare i macchinari più costosi dal rogo e la struttura del capannone pare si sia salvata. Possiamo quindi parlare di danni tutto sommato modesti. Per noi adesso si tratta di recuperare al più presto l'area interessata dall'incendio perché per noi è importante per il lavoro di selezione dei rifiuti".
Ermanno Mariani

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Arpa: già oggi indagini mirate
sui quantitativi di inquinante


Quando brucia plastica una percentuale di diossina nell'aria è da mettere in conto. E la colonna di fumo che si è sprigionato dal capannone di Enìa destinato ai rifiuti assimilabili (carta, cartone e plastica conferiti da attività industriali e artigianali) non fa eccezione. «Tenete chiuse le finestre, non muovetevi da casa». Più o meno di questo tenore l'allarme preventivo lanciato agli abitanti di Gerbido, Mortizza e del Capitolo da Vittorino Francani di Arpa, fra i primi ad accorrere sull'incendio. Francani ha allertato Prefettura e Ausl, vale a dire il viceprefetto aggiunto Francesco Ramunni e Giuliano Rigoni per l'Azienda sanitaria. Le prime preoccupazioni sono rivolte agli anziani, ai bambini e alle donne in stato interessante - spiega Francani - ai quali è stato consigliato di tenersi lontano dalla nube, preferibilmente protetti nelle proprie case e con le finestre serrate. «Sapremo solo nei prossimi giorni il tasso di concentrazione di diossine, dopo aver effettuato analisi e monitoraggi. E' un incendio molto importante - afferma Francani - scoppiato nel deposito Enìa di rifiuti assimilabili».
Il colore nero della nube è legato proprio alla plastica e al cartone sporco. I fumi di combustione di questi rifiuti possono causare disagi alle vie respiratorie, fenomeni allergici e irritanti subito dopo l'aspirazione o a qualche ora di distanza se si è stati investiti dalla nube.
p. s.


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Nube tossica su Gerbido e Mortizza

LA CRONACA di venerdì 12 giugno 2009


Da oggi i controlli alla ricerca di sostanze nocive
Nube tossica su Gerbido e Mortizza
In fiamme un deposito di rifiuti a Borgoforte.Pompieri al lavoro fino a sera
Fumo nero spinto dal vento:nessun intossicato.Rischio diossina:analisi di Arpa e Ausl


Un grande incendio, le cui cause non sono ancora state chiarite dai vigili del fuoco e dalla polizia, è divampato nel tardo pomeriggio di ieri nel centro di raccolta rifiuti di Enìa a Borgoforte, mandando in fumo tonnellate di rifiuti accatastati e provocando una fitta nube di fumo che il vento ha sospinto sulle abitazioni nella zona di Gerbido e Mortizza. La prefettura, d’accordo con Ausl e Arpa, ha invitato immediatamente in via precauzionale i residenti della zona, soprattutto gli anziani e le donne incinte, a chiudere le finestre e a non uscire di casa. I vigili del fuoco, giunti in forze presso la sede di Enìa, nel frattempo hanno evitato che le fiamme si propagassero ulteriormente e, nel giro di un paio d’ore, hanno domato il rogo. «Probabilmente - spiega Francesco Ramunni, funzionario della Prefettura - essendo bruciata anche un po’ di plastica, di diossina nell’aria potrebbe essersene liberata: ma per vedere i quantitativi esatti serve un esame complesso e il dato sarà disponibile solo tra qualche giorno».
La richiesta di intervento al centralino dei vigili del fuoco è giunta verso le 19. «Le fiamme - afferma Selina Xerra, referente stampa per Enìa - sono divampate in un deposito dove sono accatastati i rifiuti indifferenziati che raccogliamo dalle imprese artigianali, soprattutto imballaggi. In quel punto il materiale viene accatastato temporaneamente in attesa di essere poi successivamente suddiviso per la raccolta differenziata. C’è di tutto, plastica, legno e cartone: tutte cose altamente infiammabili. Ma - sottolinea Xerra - nulla di tossico o di anche lontanamente pericoloso».
I pompieri, al loro arrivo, si sono subito accorti che sarebbe stato un lavoro certamente non facile per le proporzioni e i rischi, visto che già da via Colombo era ben visibile un’alta colonna di fumo nero e denso che si levava dalla zona dell’argine di Po. Quindi sono stati subito chiesti rinforzi, anche dal comando di Cremona. Sul posto, per supervisionare alle manovre, è arrivato anche il comandante provinciale dei vigili del fuoco Giuseppe De Rossi insieme al funzionario Stefania Fiore. Nel frattempo, mentre i carabinieri del Radiomobile bloccavano la strada di Borgoforte per impedire l’accesso agli estranei, anche il 118 raggiungeva il sito di stoccaggio con l’ambulanza dell’ospedale (a bordo infermiere e autista soccorritore) e quella dei volontari della Croce bianca.
I vigili del fuoco hanno iniziato le manovre di spegnimento avvicinandosi con gli autoprotettori per non intossicarsi, dopodiché hanno cominciato a gettare centinaia di litri di schiumogeno verso il capannone che stava bruciando. Fortunatamente hanno avuto ragione dell’incendio fin da subito, evitando che si propagasse nei dintorni, ma le manovre di spegnimento sono state tuttavia lunghe e laboriose, soprattutto per essere sicuri che non vi fossero focolai nascosti sotto i rifiuti. «Fortunatamente - afferma Mauro Prati del nucleo di polizia giudiziaria dei pompieri - l’incendio si è sviluppato al momento del cambio turno, così abbiamo avuto a disposizione sia il personale montante che quello smontante».
Contemporaneamente però la nube che si è sprigionata ha iniziato a volare verso Gerbido e Mortizza, costringendo tutti a chiudersi in casa, se non altro per l’odore acre. Ausl e Arpa si sono subito messe al lavoro per capire l’effettivo rischio per la popolazione. «Al momento - spiega Vittorino Francani di Arpa - è ancora presto per stabilire un’eventuale inquinamento o pericolo da diossina. La cosa più importante è stata fatta, ovvero l’attività preventiva avvertendo la popolazione della zona, e invitando anche a non consumare, per il momento, frutta e verdura raccolte nei campi della zona. Sicuramente nel momento di massima propagazione della nube - intorno alle 20 - la nostra centralina mobile ha registrato discreti valori di idrocarburi non metanici, ma tutto è tornato alla normalità man mano che l’incendio è stato domato e la nube, in serata, si è diradata grazie al vento. Da domani (oggi per chi legge, ndr) ci metteremo al lavoro per analizzare l’eventuale presenza e concentrazione di diossina che sarà precipitata nel terreno. Ma fino a quando non avremo in mano i primi risultati delle analisi non possiamo stabilire se ci sia, o se ci sia stato, alcun pericolo. L’importante, per ora, è stata l’attività di prevenzione tramite l’appello ai residenti della zona». Le indagini dell’accaduto sono state affidate agli agenti della squadra mobile (sul posto anche il commissario Stefano Vernelli) insieme al nucleo di polizia giudiziaria dei vigili del fuoco. Ma se si sia trattato di un evento accidentale o meno è ancora presto per dirlo.
Giampietro Bisaglia


© LA CRONACA edizione di Piacenza




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VILLANOVA – Isola ecologica in via Edison

LA CRONACA di venerdì 12 giugno 2009


VILLANOVA
Isola ecologica in via Edison


La nuova isola ecologica di Villanova sorgerà nell’area di via Edison. Dalla zona del magazzino comunale infatti il servizio verrà spostato in un terreno più consono nell’area industriale. «La zona a disposizione passerà dagli 800 ai 1600 metri quadrati, con impianto di apertura del cancello completamente elettrificato, l’asfaltatura, la videosorveglianza per la sicurezza e l’accesso all’isola ecologica solo tramite una tessera magnetica che verrà distribuita a tutti i residenti - ha spiegato l’assessore Emanuele Emani - senza contare i container e la rete che circonderà l’area, più alta di quella precedente per evitare che ci sia chi getta i rifiuti dai lati. Il tutto sarà pronto entro quest’anno: manca solo l’approvazione della giunta e poi si aprirà la fase di appalto dei lavori». Altri lavori pubblici saranno portati a termine entro il 2009: gli spogliatoi del campo polivalente - entro l’autunno - il tetto della palestra delle scuole, la pista ciclabile del capoluogo. Oltre alle due nuove auto ecologiche acquistate dal Comune di Villanova con una spesa di 22mila euro, ma finanziata al 60 per cento con il contributo di 12mila euro da parte della Provincia. «Grazie alla tessera per entrare aboliremo gli orari di ingresso - ha aggiunto l’assessore all’ambiente Paolo Ramelli – e in più recupereremo una zona attualmente in degrado».
(sim.val.)


© LA CRONACA edizione di Piacenza




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FIORENZUOLA – Arda, discarica a cielo aperto Tra i rifiuti un escavatore

LA CRONACA di venerdì 12 giugno 2009


FIORENZUOLA
Arda, discarica a cielo aperto
Tra i rifiuti un escavatore

Il mezzo meccanico si troverebbe nell’alveo del torrente da almeno due anni


Un grosso escavatore abbandonato nell’Arda da almeno due anni.
La segnalazione viene da un abitante del quartiere Madonna Arda, un rione oltre torrente a nord dell’abitato di Fiorenzuola, al quale si giunge percorrendo via Manzoni, attraversato dalla strada comunale che porta alla località Olza. L’ingombrante e pesante mezzo meccanico è ormai semisepolto dalla folta vegetazione della fascia spondale sinistra del torrente, in gran parte ricoperto di ruggine, posizionato su di una delle tante carrarecce ricavate nell’alveo dell’Arda, fiancheggiate da una sequela di orticelli che gli abitanti del luogo hanno ricavato su area demaniale.
La zona, rispetto alla strada di attraversamento del quartiere, è abbastanza nascosta alla vista, anche perché questo tratto di sponda, fino all’Olza, col tempo è divenuto una sorta di folta foresta fluviale, ricca di alberi di varia specie, molti dei quali hanno raggiunto dimensioni notevoli.
E’ la stessa area per la quale l’assessorato all’Urbanistica, retto da Carla Danani, ha allo studio la creazione di un parco fluviale, un’estesa oasi di verde che potrebbe offrire ai cittadini di Fiorenzuola l’opportunità di piacevoli e ritempranti passeggiate, in un ambiente ideale del tutto in sicurezza al riguardo del traffico veicolare. Un progetto che è già stato inserito nel programma triennale delle opere pubbliche e che quindi, almeno per stralci, potrebbe essere realizzato nel giro di pochi anni.
La fascia in questione è venuta recentemente alla ribalta della cronaca proprio in seguito a ripetute segnalazioni (Italia Nostra ed altri movimenti ambientalisti, oltre che di cittadini) di abusivi abbandoni sul posto di materiali di rifiuto di ogni genere, vere e proprie discariche che deturpano un ambiente così suggestivo e piacevole.
«Proprio qualche settimana fa - interviene un altro abitante dello stesso quartiere - l’Amministrazione comunale aveva annunciato con toni trionfalistici che "i responsabili degli scarichi abusivi erano stati identificati" e che nei loro confronti sarebbero state comminate le sanzioni del caso, oltre, naturalmente, l’ingiunzione di rimuovere i materiali di rifiuto abbandonati abusivamente. Cosa - ha aggiunto - che in parte è stata fatta. Tuttavia, almeno fino ad oggi, nessuno si è mai accorto della presenza di questo gigantesco escavatore, che da oltre due anni è stato abbandonato. E questo perché - ha detto lo stesso uomo - qui è "terra di nessuno" e nessuno viene a controllare. Andrà a finire - ha concluso - che un giorno ci sarà chi penserà di "parcheggiare" un carro armato e nessuno se ne accorgerà".
A parte le affermazioni risentite di quell’anziano abitante del quartiere Madonna Arda, probabilmente suggerite dal desiderio di vedere la zona in cui vive un po’ più controllata e rispettata, va effettivamente rilevato che proprio in quella zona si assiste alla presenza di enormi cumuli di rifiuti scaricati da autocarri, sia a monte che a valle della linea ferroviaria, di scarti provenienti da cantieri edili; il tutto in barba alle ripetute "grida" comunali per informare che v’è un apposito sito - il Centro ecologico comunale - ove è possibile conferire del tutto gratuitamente qualunque tipo di rifiuto. Ed è in questa situazione che s’inserisce in modo certamente inquietante e spettacolare la presenza misteriosa di quel gigantesco escavatore, un costosissimo mezzo meccanico abbandonato da anni non si sa da chi e perché.
Franco Villani


© LA CRONACA edizione di Piacenza




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ROTTOFRENO – Rifiuti, la raccolta differenziata è ok

LA CRONACA di venerdì 12 giugno 2009


ROTTOFRENO
Rifiuti, la raccolta differenziata è ok
Positivo il bilancio dell’Ufficio ambiente del Comune.A breve in azione le guardie ecologiche volontarie per sensibilizzare sulla lotta alla "tigre"


Procede molto bene la raccolta differenziata dei rifiuti introdotta a San Nicolò. Lo conferma l’ufficio ambiente di via XXV Aprile. «I cinque ispettori ambientali di Enìa in pattuglia sul nostro territorio - spiega l’addetta Monica Schiavi - da qualche tempo non ci inoltrano più segnalazioni negative. Segno che la gente si è ormai abituata. Permane solo qualche lamentela a livello condominiale, dove qualche condomino si lamenta del comportamento del vicino che magari differenzia in maniera errata. In generale i contenitori dei rifiuti vengono esposti all’esterno delle proprietà e ritirati puntualmente».
A breve, la convenzione è appena stata firmata, entreranno in azione le Guardie ecologiche volontarie. «Più che controllare la differenziazione della spazzatura domestica, entreranno in campo per sensibilizzare i cittadini nella lotta contro la zanzara tigre e nella raccolta di escrementi canini. Le punture dei fastidiosi insetti e la sporcizia lasciata per strada sono problemi assai sentiti da una larga fetta di popolazione». La distribuzione delle pastiglie larvicide procede a pieno ritmo. Quasi tutti i residenti hanno ritirato il loro blister omaggio. L’ufficio ambiente rimane comunque aperto per la distribuzione ogni lunedì dalle 11 alle 13.
Riguardo alla raccolta differenziata, il comune di Rottofreno è stato suddiviso in tre zone: la zona A copre la parte est di San Nicolò (verso Piacenza) da Rivatrebbia a via Agazzano e, a nord della via Emilia fino a via Stazione; la zona B arriva da via Agazzano alla strada Vignazza; la zona C comprende Rottofreno, Santimento e Centora, oltre alle zone in- dustriali a ovest di strada Vignazza. In tutte le zone la carta viene raccolta ogni giovedì dalle 8 (il bidone va esposto entro le 7 e non prima delle 21 del giorno precedente).
Lo svuotamento dei cassonetti di umido e di non differenziato parte al mattino alle 5 (i contenitori vanno esposti entro le 5 e non prima delle 21 del giorno precedente). La raccolta di rifiuti organici avviene mercoledì e sabato nella zona A, martedì e venerdì nella zona B, lunedì e giovedì nella zona C. Enìa raccoglie i rifiuti indifferenziati il mercoledì nella zona A, il venerdì nella zona B e il giovedì nella zona C. I cittadini di San Nicolò si servono intensamente della piazzola ecologica inaugurata nei mesi scorsi in via Calabria (zona industriale Cattagnina). Conferiscono soprattutto televisori, frigoriferi e computer inutilizzati. Il servizio è gratuito e vi si può accedere martedì, giovedì e sabato dalle 9 alle 13; giovedì anche dalle 15 alle 17.
All’interno della stazione ecologica attrezzata sono collocati 4 cassoni scarrabili da 25 metri cubi per la raccolta di frazioni secche quali ferro, legno, vetro e plastica, 2 cassoni per gli ingombranti, un contenitore da 500 litri per oli vegetali esausti e uno per oli minerali, 2 contenitori per batterie usate, uno per pile e uno per farmaci scaduti, una vasca per rifiuti vegetali e una per inerti da demolizione, un contenitore per apparecchiature elettriche, oltre a tutti i bidoni necessari ad assicurare la migliore raccolta differenziata possibile.
La struttura era costata 200mila euro, di cui 120mila finanziati dalla Provincia e 80mila dal Comune di Rottofreno.


© LA CRONACA edizione di Piacenza




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