Rassegna stampa di lunedì 8 Marzo 2010

I piccoli comuni gestiscano in proprio il servizio idrico

LIBERTA' di lunedì 8 marzo 2010


risoluzione presentata da foti (pdl)
I piccoli comuni gestiscano in proprio il servizio idrico


Lasciare ai piccoli comuni la possibilità di gestire in proprio il servizio idrico. Lo chiede, con una risoluzione presentata in commissione Ambiente della Camera, Tommaso Foti. Un'iniziativa che incassa anche il favore dell'Anci, l'associazione dei comuni. La proposta del deputato Pdl è quella di consentire ai Comuni con meno di 3.000 abitanti di derogare alla gestione unica del servizio idrico all'interno degli Ato (Ambiti territoriali ottimali). Finora, infatti, la legge consente solo ai Comuni fino a 1.000 abitanti di gestire in proprio il servizio dell'acqua.
Il sindaco di Poggio Mirteto, Fabio Refrigeri, rappresentando l'Anci, ha consegnato, durante un'audizione a Montecitorio, ai commissari un documento con il quale si sottolinea che, anche alla luce dell'attuale dibattito sull'acqua come bene economico e sulle sue conseguenze, "sembra più che mai necessario - si legge - tutelare i piccoli Comuni, lasciando loro la scelta di aderire o meno alla gestione unica". Le disposizioni in materia di risorse idriche, la cosiddetta ‘legge Galli' ha creato, scrive Foti nella sua risoluzione, "specie nelle zone montane, notevoli problemi tra i quali quello relativo alle tariffe dell'acqua che sono aumentate a dismisura, senza alcuna plausibile giustificazione e in assenza - si legge ancora - di un miglioramento del servizio". L'attuale legge prevede che l'adesione alla gestione unica sia facoltativa per i comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti inclusi nel territorio delle comunità montane, a condizione che la gestione del servizio idrico sia operata direttamente dall'amministrazione comunale o tramite una società a capitale interamente pubblico e controllata dallo stesso comune. Ma questo limite di popolazione, osserva il parlamentare, "è ancora troppo esiguo e non permette alla maggior parte dei comuni montani di potere decidere se aderire o meno alla gestione unica del servizio idrico". Per questo si chiede al Governo di assumere "iniziative di carattere normativo volte a fare sì che l'adesione alla gestione unica sia resa facoltativa per i Comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti, modificando il limite di legge per la gestione in proprio del servizio da parte delle comunità locali, con conseguenti benefici, in termini di costi, per la popolazione che usufruisce del servizio".


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