Rassegna stampa di martedì 2 Marzo 2010

CASTEL SAN GIOVANNI - «Regna l'inciviltà»

LIBERTA' di martedì 2 marzo 2010


Castelsangiovanni Rifiuti sparsi dietro la Coop
«Regna l'inciviltà»


Castelsangiovanni - «Ma questi sono ancora un parcheggio e un'area verde o sono diventati due discariche a cielo aperto? ». A chiederselo sono alcuni dei residenti della zona di Castelsangiovanni che si trova alle spalle del centro commerciale Coop di via don Mazzocchi. A detta di alcuni residenti che abitano in quel quartiere della città, e che hanno deciso di rivolgersi a Libertà per segnalare il problema, la zona verde e il parcheggio che si trovano immediatamente dietro al centro commerciale, e che confinano con la strada della Spadina e con il Palacastello, sarebbero diventati infatti il ricettacolo di immondizia di ogni tipo che viene lasciata regolarmente fuori dai cassonetti, abbandonata dai soliti incivili alla bell'è meglio in attesa che qualcuno passi poi a ripulire. «Basta fare un giro a piedi qui intorno per accorgersene - dicono alcuni degli abitanti che in questi giorni si sono rivolti a Libertà - quella che potrebbe essere una bella area verde e quello che potrebbe essere un parcheggio ordinato sono invece diventati due aree semiabbandonate. Il fatto di essere un po' decentrate rispetto al centro città e di essere seminascoste dal centro commerciale le ha rese il luogo ideale perché i soliti incivili vi buttino rifiuti di ogni tipo, senza neanche preoccuparsi di gettarli nei cassonetti che pure ci sono ma che evidentemente servono a ben poco. L'esempio dell'altro giorno quando quella benna per il verde ha preso fuoco è evidente».
Solo pochi giorni fa, infatti, i vigili del fuoco erano dovuti intervenire dopo che una benna bianca destinata ai rifiuti vegetali, che si trova nel parcheggio alle spalle della Coop, aveva preso fuoco in pieno giorno. Sui lati della benna sono ancora visibili i segni di quell'incendio. Secondo le prime ricostruzioni poteva non trattarsi di un atto vandalico, ma di semplici braci lasciate senza che nessuno vi ponesse attenzione e che hanno finito per causare il piccolo rogo domato fortunatamente nel giro di breve tempo, ma che ha creato un certo scompiglio. «Inoltre - proseguono gli abitanti della zona che si sono rivolti a Libertà - basta dare un'occhiata in giro per vedere in che stato è ridotto il campo di fianco al parcheggio. Quella che potrebbe essere una bella zona di sfogo è invece un ricettacolo di rifiuti. Soprattutto attorno ai cassonetti c'è di tutto. Plastica, bottiglie, cenere, buste, sacchetti e cartoni lasciati in bella vista. Eppure ci sono sei cassonetti tutti allineati e tutti in bella mostra con anche due benne: basterebbe buttare i rifiuti lì dentro anziché lasciarli fuori».
mar. mil.


© 1996 - 2010 Libertà On Line




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L'Ato rassicura i "No tube"

LIBERTA' di martedì 2 marzo 2010


L'Ato rassicura i "No tube"
Acquedotto Valnure, nessuna nuova captazione


Incontro "rassicurante" ieri mattina tra Roberto Reggi e Vittorio Silva, rispettivamente presidente e direttore dell'Agenzia d'ambito, con i rappresentanti del comitato "No tube". Sul tavolo, alcune delle richieste riguardanti l'acquedotto della Valnure che, nelle previsioni del piano d'ambito prevedrà la sostituzione dell'intera tubazione da Ferriere a Vigolzone, con un aumento consistente di diametro della stessa, e il suo prolungamento fino a Podenzano e San Giorgio. Il timore del comitato è che queste misure sottintendano la necessità di nuove captazioni alle sorgenti dell'alta Valnure.
«Le nostre richieste sono state tre: no a nuove captazioni, no all'aumento di diametro delle tubazioni e un invito alla dismissione delle captazioni già esistenti», spiega Gian Marco Rancati del comitato. «Noi ci siamo già mossi per tempo contro questi rischi e anche Reggi ci aveva già rassicurato, seppur in maniera ufficiosa. Ma il progetto è ancora presente nel piano d'ambito e, anzi, già finanziato: per questo, abbiamo invece avuto le rassicurazioni necessarie». Reggi ha ammesso la necessità «di aggiornare il piano, anche con le richieste del comitato», ma soprattutto ha confermato che non verranno eseguite nuove captazioni alle sorgenti, né si aumenterà il diametro delle tubazioni a monte, ma solo in pianura, in corrispondenza di collettori per le necessità della rete acquedottistica. Più problematico il terzo punto, la dismissione delle captazioni esistenti. «Di certo non possiamo rinunciare a raccogliere l'acqua, né scavare pozzi lunghi 2mila metri», ha detto il primo cittadino di Piacenza. Precisa Rancati: «Non vogliamo che si rimanga senz'acqua, ma pensiamo che prima di trovare altre fonti, si debba prima cercare di risparmiare sull'acqua evitando gli sprechi; specie se un pozzo di pianura vale come tutte le sorgenti messe assieme». Da qui è nata una proposta di mediazione, accettata sia da Ato che da "No tube": pur non garantendo nulla, l'Autorità d'ambito s'impegna di considerare quello della dismissione delle captazioni come «uno scenario possibile». Anche se, sottolinea Reggi, «ci sarà molto da dialogare su questo punto, ma noi siamo ben disposti». La speranza del comitato è che tutte queste indicazioni rientrino ora nel piano d'ambito.
Soddisfazione, da parte di Rancati, anche per le dichiarazioni a margine di Reggi sul tema del deflusso minimo vitale dei fiumi («L'Ato sembra voler collaborare con noi contro l'uso massiccio dell'acqua a scopi agricoli, evitando le deroghe a pioggia»). Conferma Reggi: «Avere fiumi in secca per gran parte dell'anno non è un bel biglietto da visita. Credo che si debba privilegiare l'utilizzo dei pozzi in agricoltura, invece dei fiumi, dove spesso se ne fa un uso eccessivo. Certo, il discorso è sovracomunale e richiederà obiettivi comuni»
Cristian Brusamonti


© 1996 - 2010 Libertà On Line




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L’Alta Valnure non concederà altra acqua

LA CRONACA di martedì 2 marzo 2010


L’Alta Valnure non concederà altra acqua
Confronto Ato - No Tube: confermato lo stop a nuove captazioni


Le sorgenti d’acqua dell’Alta Valnure non verranno ulteriormente depauperate. La conferma della revisione delle indicazioni contenute nel Piano d’ambito dell’Ato piacentina, che aveva previsto nuove captazioni che si sarebbero andate ad aggiungere a quelle già avviate negli anni Sessanta, è arrivata ieri mattina al termine di un incontro che ha messo allo stesso tavolo Gian Marco Rancati, del comitato No Tube, e il presidente e il direttore dell’Ato, Roberto Reggi e Vittorio Silva.
Il comitato, in vista dell’ampliamento dell’Acquedotto Valnure, che arriverà a servire Podenzano e che verrà allacciato alla rete dei comuni della Valtrebbia, ha chiesto e ottenuto una serie di rassicurazioni, che, spiega Rancati, porteranno a una parziale riscrittura di alcune indicazioni contenute nel Piano d’ambito.
A elencare i punti portati all’attenzione dell’Agenzia d’ambito dal comitato è lo stesso Rancati: «Abbiamo chiesto che non si prevedano nuove captazioni in Alta Valnure e che venga rivista la decisione di potenziare i tubi dell'Acquedotto Valnure portandoli da 25 a 50 centimetri di diametro ». Su questi due punti, Reggi e Silva hanno offerto garanzie a Rancati, soddisfatto per il passo indietro dell’Autorità d’ambito. Parallelamente, No Tube ha chiesto che «si consideri la possibilità di abbandonare le attuali captazioni» provvedendo a servire i comuni di pianura tramite la realizzazione di nuovi pozzi. Su questo fronte, l’Ato si è mostrata più prudente. Bene le proposte, ma per ora è prematuro ipotizzare soluzioni di questo tipo. Anche perché, come ricorda il sindaco di Piacenza Reggi, «per il Governo fra un anno le Ato dovranno sparire» e ancora, di preciso, non si sa a chi spetterebbe il compito di sostiuirle.
Nel frattempo, ossia in attesa di capire che piega prenderà il destino delle Ato, a cui è legato da un filo diretto quello delle sorgenti d’acqua del nostro territorio, l'attività del comitato No Tube si amplia e prendono forma nuovi progetti nati proprio in seno al confronto tra comitato è istituzioni. Come spiega Rancati, il comitato è interessato a portare avanti la difesa dell’acqua anche d’estate, quando «l’agricoltura si prende tutta l’acqua dei fiumi, andando oltre i limiti consentiti». «Il sindaco - aggiunge il rappresentante del comitato - si è detto interessato ad azioni comuni volte a contenere gli abusi».
Antonio Corciulo


© LA CRONACA edizione di Piacenza




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