L'Ato rassicura i "No tube"
Acquedotto Valnure, nessuna nuova captazione
Incontro "rassicurante" ieri mattina tra Roberto Reggi e Vittorio Silva, rispettivamente presidente e direttore dell'Agenzia d'ambito, con i rappresentanti del comitato "No tube". Sul tavolo, alcune delle richieste riguardanti l'acquedotto della Valnure che, nelle previsioni del piano d'ambito prevedrà la sostituzione dell'intera tubazione da Ferriere a Vigolzone, con un aumento consistente di diametro della stessa, e il suo prolungamento fino a Podenzano e San Giorgio. Il timore del comitato è che queste misure sottintendano la necessità di nuove captazioni alle sorgenti dell'alta Valnure.
«Le nostre richieste sono state tre: no a nuove captazioni, no all'aumento di diametro delle tubazioni e un invito alla dismissione delle captazioni già esistenti», spiega Gian Marco Rancati del comitato. «Noi ci siamo già mossi per tempo contro questi rischi e anche Reggi ci aveva già rassicurato, seppur in maniera ufficiosa. Ma il progetto è ancora presente nel piano d'ambito e, anzi, già finanziato: per questo, abbiamo invece avuto le rassicurazioni necessarie». Reggi ha ammesso la necessità «di aggiornare il piano, anche con le richieste del comitato», ma soprattutto ha confermato che non verranno eseguite nuove captazioni alle sorgenti, né si aumenterà il diametro delle tubazioni a monte, ma solo in pianura, in corrispondenza di collettori per le necessità della rete acquedottistica. Più problematico il terzo punto, la dismissione delle captazioni esistenti. «Di certo non possiamo rinunciare a raccogliere l'acqua, né scavare pozzi lunghi 2mila metri», ha detto il primo cittadino di Piacenza. Precisa Rancati: «Non vogliamo che si rimanga senz'acqua, ma pensiamo che prima di trovare altre fonti, si debba prima cercare di risparmiare sull'acqua evitando gli sprechi; specie se un pozzo di pianura vale come tutte le sorgenti messe assieme». Da qui è nata una proposta di mediazione, accettata sia da Ato che da "No tube": pur non garantendo nulla, l'Autorità d'ambito s'impegna di considerare quello della dismissione delle captazioni come «uno scenario possibile». Anche se, sottolinea Reggi, «ci sarà molto da dialogare su questo punto, ma noi siamo ben disposti». La speranza del comitato è che tutte queste indicazioni rientrino ora nel piano d'ambito.
Soddisfazione, da parte di Rancati, anche per le dichiarazioni a margine di Reggi sul tema del deflusso minimo vitale dei fiumi («L'Ato sembra voler collaborare con noi contro l'uso massiccio dell'acqua a scopi agricoli, evitando le deroghe a pioggia»). Conferma Reggi: «Avere fiumi in secca per gran parte dell'anno non è un bel biglietto da visita. Credo che si debba privilegiare l'utilizzo dei pozzi in agricoltura, invece dei fiumi, dove spesso se ne fa un uso eccessivo. Certo, il discorso è sovracomunale e richiederà obiettivi comuni»
Cristian Brusamonti
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