Oggi l’incontro con il presidente Roberto Reggi e il direttore Vittorio Silva
No Tube incontra l’Ato: «Stop ai prelievi dalle sorgenti»
Il comitato chiederà conferma della volontà di non aumentare la portata dell’acquedotto Valnure
No Tube a colloquio con l’autorità d’Ambito. Oggi alle 12,30 il comitato a difesa dei fiumi incontrerà infatti il presidente dell’Ato, Roberto Reggi, e il direttore dello stesso ente, Vittorio Silva.
Il vertice è stato voluto dal comitato per chiedere un chiarimento definitivo sulla politica dell’autorità d’Ambito per ciò che riguarda le captazioni di sorgenti montane.
«Attualmente - si legge nella nota diffusa dal Comitato No Tube - una grossa dorsale acquedottistica, quella della Valnure, capta acque di altissima qualità da sorgenti montane per rifornire gli acquedotti della valle fino a Pontedellolio. L’Ato ha previsto di prolungare quell’acquedotto fino a Podenzano e di connetterlo con la rete di acquedotti della Valtrebbia. L’operazione in sé è positiva, poiché permette una gestione più efficiente della rete. Un’altra parte del progetto prevede però di aumentare di più del doppio la portata dell’acquedotto Valnure, che già oggi porta oltre 60 litri di acqua al secondo, quantità superiore a quella delle concessioni di prelievo di cui Ato dispone (55 litri al secondo). Non vi è quindi nessuna necessità di aumentare la sezione dell’acquedotto, visto che è già più che sufficiente a portare l’acqua autorizzata. La preoccupazione del comitato No Tube, e di molte associazioni locali dell’alta Valnure, è che, una volta aumentata la sezione del tubo, si intendano captare nuove sorgenti.
Questo intervento avrebbe un effetto devastante sulla vita del torrente Nure, che già oggi, strozzato dalle captazioni attuali – quelle autorizzate e le tantissime abusive – d’estate arriva a fatica a Pontedellolio, dove la derivazione agricola lo mette completamente in secca. In un’assemblea dell’Ato di fine 2009, il presidente Reggi aveva annunciato che il progetto di aumentare la sezione dell’acquedotto era stato abbandonato, e si era impegnato a non richiedere nuove concessioni di prelievo di sorgenti. Il Comitato No Tube, con questo incontro, intende ottenere chiarimenti sull’effettiva applicazione della scelta di non modificare la portata dell’acquedotto e chiede che venga dato pubblico risalto all’impegno a non effettuare nuove captazioni».
© LA CRONACA edizione di Piacenza